White peel

La tendenza attuale nel campo dei peelings è di ottenere il miglior effetto possibile con minor disagio per la paziente e per tale ragione si è sempre più orientati verso i pelings composti rispetto a quelli in mono sostanza, in modo da poter ottenere un’azione sinergica tra i singoli agenti attivi. Dalla esperienza dermatologica e dalla ricerca chimica è nato un nuovo peeling che ha come indicazioni: foto e crono invecchiamento, acne e melasma…

Nel dettaglio il white peel è un peeling composto e combinato: nella prima fase del trattamento si applica un alfa e un beta idrossiacido che aumenta la biodisponibilità dei principi attivi che compongono la seconda fase (rompendo i legami fra i corneociti). La prima sostanza che si applica è un cheratolitico ad azione esfoliante da tenere per pochi minuti che favorisce una migliore penetrazione del white peel: appena compare un leggero eritema la pelle diventa rosea. Il secondo composto che si applica per un periodo variabile da 6 a 12 ore (durante le quali il paziente può tornare a casa ed attendere il momento del risciacquo) è costituito da acido azelaico, acido alfa lipoico, alfa bisabololo, arbutina, acido salicilico, ascorbil palmitato.

Il white peel viene comunemente utilizzato per il trattamento del crono e photoaging ( con miglioramento della texture cutanea, uniformità della superificie e del colorito della cute) per il trattamento dell’acne papulo-pustolosa e per il trattamento del cloasma (già dopo il secondo trattamento si apprezzano i risultati sulla pigmentazione del viso). Il white peel può a tutti gli effetti ritenersi un peeling sicuro , versatile, efficace e ben tollerato. Non impedendo in alcun modo la vita sociale dei pazienti risulta molto gradito.

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