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FOTOCOAGULAZIONE LASER

20th Settembre 2019 | Medicina

Il Laser Nd:YAG produce un raggio di 1064 nm di lunghezza d’onda che viene rilasciato, attraverso una particolare tecnologia, sotto forma di impulsi di lunga durata. Il raggio laser riesce così ad attraversare la pelle senza danneggiarla colpendo in modo selettivo il capillare che, sigillato, scompare all’istante.

Il raggio viene emesso da un manipolo associato ad un apposito sistema di raffreddamento cutaneo che, oltre ad avere un effetto anestetico, elimina il rischio di effetti collaterali.
Durante la seduta il raggio viene mosso lungo il decorso del capillare che viene così sigillato, senza bruciare o tagliare la cute. Nella maggior parte dei casi il trattamento è indolore. Subito dopo la seduta la cute si presenta lievemente arrossata e talora compaiono piccoli rilievi lungo il tragitto dei vaso (paragonabili a quelli provocati da una puntura di insetto), che si risolvono nel giro di 1-2 ore, consentendo di tornare alle proprie attività.

Il numero delle sedute, che durano circa 20 minuti, dipende dalla quantità e dalla dimensione delle lesioni vascolari. I capillari più sottili e i piccoli angiomi stellati scompaiono generalmente con un solo trattamento. Invece se sono presenti lesioni più grandi e numerose possono essere necessarie da una a tre sedute distanziate fra loro di circa 1 mese.

 

La fleboterapia rigenerativa tridimensionale(T.R.A.P.)

Trattamento messo a punto dal prof Capurro  nato per la difficoltà di ottenere un risultato estetico e funzionale permanente con le metodiche chirurgiche e con la scleroterapia tradizionale obliterativa. L’obiettivo è quello di risolvere in maniera duratura anche i casi di varicosità gravi minimizzando le complicanze della scleroterapia tradizionale obliterativa. Per ottenere tale scopo si usa una soluzione alcalina di salicilato di sodio al 6%, in veicolo idroglicerico, il bisclero. Nei vasi venosi di calibro maggiore la cui parete presenta struttura fibro-elastica, la fibrosi parietale indotta dalla iniezione endoluminale di bs determina ispessimento in assenza di sclerosi: persistono infatti le fibre elastiche endoparietali. Nei vasi di più piccolo calibrodotati di parete a struttura fibrosa priva di fibre elastiche, la fibrosi parietale in assenza di obliterazione del lume risulta meno passibile diuna recidiva dello sfiancamento flebectasico a causa del trattamento contemporaneo di tutto il circolo superficiale eperforante, che ripristina corrette condizioni emodinamiche e presso rie nei distretti interessati.
Con la T.R.A.P. la strategia terapeutica razionale è intervenire su tutto il circolo venoso superficiale e perforante dell’arto inferiore. Naturalmente l’intervento non può essere un intervento obliterativo, come sarebbe utilizzando le comuni soluzioni sclerosanti: polidocanolo e tetradecilsolfato di sodio. Una simile procedura, eseguita con questi farmaci obliterativi sarebbe molto rischiosa. Anche la glicerina cromica non sembra idonea ad essere iniettata in alte quantità per gli effetti irritativi del cromo trivalente sui reni e per le manifestazioni allergiche dovute al cromo (19) e al nichel contenuto come impurità nel suo sale trivalente (20). Per evitare i rischi di trombosi del circolo profondo tutti gli autori consigliano di iniettare esclusivamente i vasi chiaramente patologici con piccole quantità di soluzioni obliterative. L’iniezione di una piccola quantità totale di soluzione e per singola iniezione, limitata ai vasi ectasici, inevitabile nella scleroterapia obliterativa, dà luogo ad un’azione bidimensionale, non idonea a risolvere una patologia tridimensionale e diffusa a tutto il circolo superficiale e perforante.
Al contrario di quanto avviene dopo la scleroterapia obliterativa, con la T.R.A.P. gli apparati valvolari, che costituiscono la parte più resistente della vena , sono conservati.
L’ordinata “rigenerazione” di tutti i vasi diminuisce l’eccessiva capacitanza del circolo, migliora la sintomatologia del paziente, ripristina l’estetica degli arti e blocca l’evoluzione della malattia varicosa.

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